

Nello stesso periodo (giugno 1922) diciannove anni prima “perse” il suo primo direttore spirituale: Padre Benedetto da San Marco in Lamis. Difatti il 2 giugno 1922, la Suprema Congregazione del Sant’Uffizio ordinò al padre generale dei cappuccini di “stare in osservazione intorno a Padre Pio e di assegnargli un altro direttore spirituale diverso da padre Benedetto, col quale Padre Pio doveva interrompere ogni comunicazione anche epistolare“. Il Provinciale del tempo, padre Pietro da Ischitella, provvide subito a sostituire padre Benedetto con padre Agostino, al quale permise «di recarsi a San Giovanni Rotondo più volte all’anno e quando si presentasse occasione favorevole». Padre Pio e Padre Benedetto non solo interruppero «ogni comunicazione anche epistolare», ma non si videro più fino alla morte (il padre Benedetto morì il 22 luglio 1942).
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Certo avete “la Chiesa Romana Cattolica Cristiana” una regola ferrea che è la santa OBBEDIENZA e cosi intralcia umanamente per separare le relazioni di collaborazione tra il confessione e Padre Pio, bisogna sempre sottostare a questa regola dei obbedienza. Anche se ingiusta siccome il Separatore satana ci sguazza con queste ferree leggi canoniche. C’era un Rapporto troppo confidenziale tra San Padre Pio da Pietrelcina con Padre Benedetto che lo ha seguito fin da Pietrelcina. E la Regola spezza i Legami AMOREVOLI che c’erano tra i due Confessore e Padre Pio. Avranno avuto le loro ragioni, che però non collimavano con la tranquillità del Povero Padre Pio. Egli subiva sempre nella Santa Obbedienza. E taceva ingoiando sempre bocconi AMARI per Padre Pio. Meno male che sapeva destreggiarsi e ne usciva indenne negli scontri tra i superiori. Padre Pio sapeva quietare gli animi irrequieti. Aveva una capacità di dialogo che ti incantava e convinceva sempre. Per il Bene del Signore poneva ogni sua aspettativa. Termino con un ciao a presto