

Die Vision des hl. Franziskus.
Lwd., 242 x 165 cm.
S’era presentato un momento di pericolo – nel 1914 – quando le condizioni di salute e le pressioni dell’arciprete di Pietrelcina don Salvatore Pannullo lo volevano indurre a rinunciare alla severa vita cappuccina e dedicarsi al ministero parrocchiale. Con la ruvidezza, ereditata dai Forgione e imposta dalla fedeltà, fu esplicito per il no: «Quando uno ha dato la parola a S. Francesco non può ritirarla». Nella professione religiosa c’era stato un contratto, un’autentica stretta di mano, tra il giovane Forgione di Pietrelcina e il serafico Santo di Assisi: un patto, al quale non si poteva venir meno. Nell’ultima notte di vita – verso la mezzanotte del 22-23 settembre 1968 – circa due ore prima di morire, l’ottantenne Padre Pio espose a padre Pellegrino il desiderio di rinnovare i voti della propria professione religiosa.
Pienamente cosciente, li rinnovò – le mani nelle mani di padre Pellegrino –sillabando la formula «Faccio voto e prometto…», quella stessa detta con voce giovanile, per la prima volta, il 22 gennaio 1904. Sessantacinque anni di fedeltà francescana. Una traiettoria – che partì da Morcone e si concluse a S. Giovanni Rotondo – sotto l’influsso di S. Francesco. Già sui cinque anni ebbe l’idea di consacrarsi a Dio per tutta la vita. Tra le figure che, sin da giovane, aveva «quasi sempre» con sé (Gesù, Madonna, S. Giuseppe, l’Angelo custode), non mancava quella di S. Francesco.

Amava talmente il suo abito francescano da dover soffrire quand’era costretto dalla necessità a deporlo, anche per breve tempo. Fu per questo proverbiale attaccamento all’abito che un confratello gli tramò uno scherzo. Padre Onorato da S. Giovanni Rotondo s’avvicinò, un giorno, a Padre Pio con un metro da sarto tra le mani, proprio quindici giorni avanti la morte; gli espose di dovergli prendere le misure per i… pantaloni, perché con le innovazioni che stavano per venire

[…] Padre Pio figlio di San Francesco […]