71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Padre Pio difende i suoi confratelli

Inviateci i lavoratori nella vigna del Signore. Era il 14 giugno 1919

Tra il mese di maggio ed il mese di giugno del 1919 i frati del convento dei cappuccini di San Giovanni Rotondo cominciano a registrare un elevato numero di persone che vogliono confessarsi da Padre Pio e partecipare alla sua Messa.

Già all’inizio del mese di giugno il provinciale aveva scritto al guardiano di San Giovanni Rotondo nel fare attenzione a non divulgare le notizie relative al frate di Pietrelcina.  Il 14 giugno 1919, Padre Pio prende carta e penna e scrive al ministro provinciale per difendere due suoi confratelli e chiede poi che i superiori s’informino personalmente della situazione venutasi a creare.

E’ proprio il momento di dire una parola serena e veritiera – scrive Padre Pio – a proposito di quanto voi sospettate del padre Paolino da Casacalenda e del padre Raffaele da San Giovanni Rotondo, accusandoli di leggerezza e di poca serietà. Vi confesso sinceramente che sono estremamente addolorato per questo, perché niente corrispondente a verità di quanto vengono ripresi. Poverini! Lavorano tutti da mattina a sera e la ricompensa poi dei superiori, comprendo che essi ignorano la vera posizione, è la riprensione e la minaccia.

Mi dispiace non potermi più a lungo trattenere con voi, perché mi manca il tempo. Vi prego solo che prima che si parta per il capitolo, veniate o voi, o il padre provinciale, per qualche giorno soltanto, per rendervi ragione della vera posizione, perché le cose viste di lontano non possono affatto vedersi chiare, come giusto lo è per la fattispecie.

Pregate il padre provinciale che mandi molti lavoratori nella vigna del Signore, perché è una vera crudeltà e tirannia mandare via centinaia ed anche migliaia di anime al giorno che vengono da lontani paesi a solo scopo di lavarsi dei loro peccati, senza averlo potuto ottenere per mancanza di sacerdoti confessori.

Sono poi a pregare voi e tutti i futuri superiori della provincia a non voler mutare il personale di questa comunità, se si brama il bene delle anime e della provincia. Dico questo, non per mia iniziativa, ma astretto dal Signore che così m’impone”.

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