71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Le bilocazioni di Padre Pio

Bilocazione: "la presenza simultanea di una persona in due luoghi diversi"

Il Signore, per il bene delle anime, volle arricchire Padre Pio di molti doni, tra cui quello della bilocazione, dono che consente “la presenza simultanea di una persona in due luoghi diversi. Si questo dono ne ha parlato spesso Padre Carmelo Durante: “Come facevo di frequente, una sera, prima di scendere a cena, mi attardavo verso la porta della cella n. 1  del Padre, per darti la buonanotte. Quella  sera notavo nel Padre una  certa fretta, di cui non mi rendevo  conto abbastanza. Ma, ad un dato momento del colloquio,  Egli mi abbandonò dolcemente, dicendo: “Questa sera ho fretta, perché devo fare un lungo viaggio”. Ed io,pronto: “dove deve andare?”.  Ed egli ripeté: “Devo fare un lungo viaggio”, che dopo qualche secondo, aggiunse, con un sorrisetto: “E per fare  questo viaggio non ho bisogno del permesso del superiore”. Da notare che ogni frate, per regola, non può intraprendere viaggi senza il dovuto permesso del  superiore. Ma il Padre, naturalmente, per i suoi viaggi in bilocazione, era esente dalla regola comune, perché lui aveva il “permesso” del tutto straordinario, del superiore di tutti i superiori, Cristo Nostro Signore. Perciò quella sera, dopo le suddette parole, non mi rimase che salutarlo, baciargli la mano come al solito ed augurargli un buon viaggio.

 

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Un giorno a  refettorio si parlava del più del meno. Ricordo che nella conversazione, io facevo la parte principale, non chiudendo bocca nel mettere in risalto un fatto allora inaudito: un aereo – non ricordo di quale compagnia –  aveva fatto il viaggio Roma –  New York senza scalo in sole 6 ore.  A me e agli  altri pareva una cosa incredibile! Il padre, fino ad allora taciturno, intervenne nel mezzo della conversazione domandando: “Quanto tempo?  Quante ore?”.  Io ribattei, sempre più meravigliato: “Padre, 6 ore, e quel che conta di più senza scalo”. Il padre, anche lui meravigliato, ma alla rovescia esclamò: ” 6 ore! Mamma mia quanto tempo!…Quando ci vado io ci metto un istante”, e ciò dicendo, fece schioccare il pollice e l’indice della mano destra. Noi chiederemo spiegazione del fatto al padre ma egli si trincerò nelle parole: “Già ho detto! Già ho detto!”. Sei  ore, di fronte un” istante” erano davvero troppe! Ma era l’istante misterioso di un uomo in bilocazione.

Una sera, mentre stavamo, come al solito tutti sull’uscio della cella numero 1, parlando di varie cose, all’improvviso il padre mi confidò: “Devo fare una visita alla Terra Santa. Ed io subito pronto: “Perché, perché, non porta anche me?”. Ed egli, ha risposto: “No! perché rimarresti male impressionato”. Allora non capii la ragione dell’affermazione del padre, pensando alla terra di Gesù:  che motivo c’era di impressionarsi?. Ma, molti anni dopo, vi andai in pellegrinaggio ed allora mi resi conto delle parole dell’amato padre, osservando il miscuglio di religione, che profano quei luoghi santi.

Un anno, era il 25 luglio egli  mi chiese, se ero disposto ad andare, l’indomani a celebrare la messa in una chiesetta di campagna dedicata a Sant’Anna ubicata nei pressi dell’aeroporto della Amendola, a  Foggia. Naturalmente, io accettai volentieri. L’indomani, con la corriera, fui sul posto e, per prima, mi presentai per le confessioni di quei coltivatori diretti della zona, e dopo celebrai nella chiesetta il santo sacrificio con soddisfazione di tutti. Al ritorno, Il padre amato, tra le altre cose mi chiese come era fatta la chiesetta. Io descrissi:  piccola rettangolare con due finestre ognuno ai due lati. A a questo punto interviene lui: “Due finestre – esclamò –  e la terza in fondo non l’hai vista?”. Io subito mi ricordai imbarazzato dissi: “Ma,Padre, se ne sa più lei che non c’è stato, che io che ci sono stato! Lei mi prende in giro e mi domanda quello che già sa! Lui mi schermì dicendo che non era quella la sua intenzione, cioè di prendermi in giro, ma solo di completare la descrizione della chiesetta. Quanto umiltà e quanta semplicità in queste parole, tese a nascondere il dono di Dio, della bilocazione! Ma, quella terza finestra ne fu testimonianza. In convento poi seppi infatti che quella mattina del 26 luglio Il padre aveva svolto il suo apostolato normalmente. Perciò quella fu un’altra prova del privilegio goduto da Padre Pio: essere simultaneamente in luoghi diversi”

 

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Padre che grazie a te mi hai fatto conoscere ed amare la grande Madre e cioè la Madonna che amo più di tutto al mondo.
da Lei ho ricevuto tante grazie, adesso Ti chiedo di pregarLa x mia nipote ,che ha tanto bisogno del Suo aiuto……AMEN

Padre Pio tu sai che cosa c’è nel mio cuore tu sai quanto io tema per questo figlio ora io ti chiedo aiutalo fà che questo esame possa superarlo ma sopratutto ti chiedo di aiutarlo nella vita di tutti i giorni perchè non possa più cadere nella tentazione . Grazie davvero di cuore .

San Pio aiuta mia figlia intercedi per lei

Padre mio preghiamo per tutti gli ammalati i bambini gli anziani i ragazzi che hanno problemi di droga di inserimento nella società in cui viviamo,padre santo pregate con noi per la loro salvezza fategli capire la giusta strada non li abbandonate Grazie

Una preghiera per mio nipote Ciro che ha un brutto male ,Mamma celeste che tutto puoi invoca il tuo Figliolo affinché guarisca amen

Aiuta le persone ammalate e bisognose del tuo aiuto, intercedi per loro affinchè possano godere delle grazie che solo il Padre Celeste sa dare.
Ciò che il male toglie fai si che il bene restituisca

Aiuta le persone ammalate e bisognose del tuo aiuto, intercedi per loro affinchè possano godere delle grazie che solo il Padre Celeste sa dare.
Ciò che il male toglie fai si che il bene restituisca

Giovambattista Cicchella

Orsola

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