71013, San Giovanni Rotondo (FG)

La canzone di Padre Pio

La storia di Rico Garofalo
Riccardo Garofalo figlio del maestro Rico Garofalo, pianista e compositore affermato, venuto a mancare il il 10 luglio 2000, ci ha raccontato la storia della conversione del papà.
Rico, inizialmente non era “troppo convinto della Chiesa e di Padre Pio“, però verso la fine degli anni cinquanta volle andare a San Giovanni Rotondo per farsi confessare da cappuccino stigmatizzato del Gargano. Arrivato il suo turno Padre Pio gli disse: “Ora te ne torni a casa e vieni qui solo quando sarai più convinto“.
Rico ci rimase male, ma da quel rifiuto la su vita cambiò radicalmente. Si avvicinò alla fede, incominciò a partecipare assiduamente ai Sacramenti. Solo successivamente Padre Pio lo volle confessare e da allora divenne suo figlio spirituale. Alla morte del Santo Frate, per amore e riconoscenza, scrisse per lui una splendida canzone, la prima a lui dedicata, dal titolo: “La canzone di Padre Pio” con il paroliere il Prof. Gino Scauzillo, incisa nel 1969 tradotta in quattro lingue.
Riccardo Garofalo ci racconta che quella fuuna canzone benedetta da Padre Pio che fece sentire la sua presenza anni più tardi. Infatti qualche tempo dopo Rico ricevette un vero e proprio miracolo da Padre Pio che lo salvò da morte sicura da un gravissimo incidente stradale dove la sua auto, a causa della fitta nebbia, mentre percorreva una strada del Gargano, cadde in un precipizio. Mentre si rendeva conto di precipitare invocò Padre Pio affinché lo salvasse e così avvenne. Un albero provvidenziale fermò la sua auto ormai distrutta e soltanto dal finestrino, unico spiraglio utile, potette uscire, e raggiungere a fatica il ciglio della strada. Ma le sorprese non ancora erano finite perchè un auto che sopraggiungeva in quel momento, vedendo un uomo a terra, si fermò per prestare i primi soccorsi: quell’uomo provvidenziale era un medico!”
Guarito da quel pauroso incidente, quell’avvenimento non fece altro che aumentare la sua devozione e la nostra per Padre Pio e donare la sua arte per i più deboli, partecipando a numerose  manifestazioni benefiche.
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