71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Fissiamo lo sguardo solo su Gesù

Catechesi al popolo di Fra Maurizio Placentino

Il suo volto brilla come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce” (Mt17,2)
Cercare il volto del Signore” (Sal 27,8). Questo il tema della seconda catechesi al popolo di questo tempo di quaresima tenuta da Fr. Maurizio Placentino ministro provinciale della provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio.

Fr. Maurizio, partendo dal Vangelo della seconda domenica di Quaresima “della trasfigurazione” ha sottolineato il significato di incontrarsi per riflettere sulla parola del Signore: “La parola di Dio è come un luogo in cui ritrovarci, anche in questa situazione di emergenza, la chiesa si ferma attorno alla parola del suo Signore, si ritrova per essere nutrita e per essere illuminata – ha esordito il ministro provinciale.

Questo brano della Trasfigurazione è un brano importante e lo troviamo in tutti i vangeli sinottici; segna un momento particolare nel cammino dei discepoli che parte in precedenza dalla domanda “Chi è Gesù?”. Questa è  la domanda che i discepoli si devono porre e che Gesù rivolge esplicitamente a loro. Ed è  la domanda che anche noi ci dobbiamo farci “Chi è Gesù? Chi è Gesù per me?”.
Nel capitolo XVI di Matteo, Gesù stesso pone la domanda ai suoi discepoli: “La gente chi dice che io sia?” e poi: “voi chi di che io sia?” e conosciamo bene la risposta di Pietro: “Tu sei il Cristo”. Ma poi Gesù parla della sua passione della sua morte,i discepoli non capiscono le sue parole e lo faranno solo dopo la resurrezione.

La montagna è il luogo dove sta per venire una svolta nella vita di Gesù – ha continuato Fr. Maurizio – . sul monte, il volto di Gesù viene trasfigurato, come avviene per il volto di Mosè e come avviene ai profeti.  L’esperienza di salire su una montagna, ci fa vedere le cose da un altro punto di vista, sul monte del Tabor i discepoli hanno bisogno del sostegno del maestro e questo vale anche per noi. A volte ci capita di non capire, ci sentiamo soli ed abbiamo bisogno del maestro”  Quali sono i luoghi su cui abbiamo bisogno di salire? Questa la domanda che pone Fr. Maurizio: “la preghiera liturgica e la preghiera personale. Questi sono i due luoghi su cui abbiamo bisogno di salire per vedere la nostra storia da un altro punto di vista. La nostra preghiera è proprio l’esperienza del Tabor, della Trasfigurazione chje significa salire in alto con il Signore che ci guida, significa vivere un’esperienza profonda con Lui per acquisire un punto di vista nuovo. Gesù si trasfigura davanti i suoi discepoli perché devono prepararsi al Calvario e al momento della crocifissione. Il monte su cui Gesù porta i suoi discepoli diventa la sede in cui il mistero viene scoperto in cui questo mistero viene rivelato”.

La nostra fede ha bisogno di questi  due aspetti: abbiamo bisogno dei riti di ciò che è normato, di ciò che è regolato, ma abbiamo bisogno anche della disponibilità ad aprirci all’imprevisto a ciò che Dio ci rivela per vie insolite. “Tutto questo porta a fissare lo sguardo solo su Gesù, come hanno fatto i santi, che come i tre discepoli hanno vissuto in maniera intensa quel momento di contatto profondo con la bellezza di Dio ed ad un certo punto della propria vita hanno vissuto in un modo o in un altro questo incontro profondo portando la testimonianza di quell’incontro. Questo ha fatto Padre Pio nel suo incontro con il Volto luminoso di Cristo che ha segnato la sua vita e l’ha resa a sua volta una trasfigurazione, un segno dell’eternità qualcosa di bello”

Prima di concludere il ministro provinciale ha indicato altre due figure importanti: “Mi viene in mente la Beata Chiara Luce Badano, una giovane ragazza che ha dovuto affrontare un momento di sofferenza terribile che l’ha portata alla morte, eppure in quella sofferenza e  in quella strada di calvario il suo volto era di una ragazza trasfigurata,il suo volto rifletteva la bellezza e la luce di Cristo; e mi vine in mente anche un politico pakistano servo di Dio ucciso il 2 marzo 2011, Shahbaz Bhatti. ucciso perché difendeva i diritti delle minoranze cristiane in Pakistan”

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