71013, San Giovanni Rotondo (FG)

Domenica delle Palme a San Giovanni Rotondo: “rinascere per sperare”

Il messaggio del Rettore del Santuario attraverso TV e Social media

Una domenica delle Palme insolita per tutta la Chiesa universale quella di quest’anno. Celebrazioni e liturgie a porte chiuse e partecipazioni dei fedeli solo dinanzi ad una tv, ad un telefono o ad un computer.
La fede è stato il centro della riflessione della celebrazione di questa mattina nelle Chiesa di santa Maria delle Grazie presieduta dal rettore Fr. Francesco Dileo.

“E’ necessario anche per noi accostarci con fede autentica a questo mistero – ha esordito Fra Francesco commentando il vangelo della Passione –  solo la fede può farci cogliere nel dramma della passione non un fallimento ma, il momento culminante della nostra redenzione, del nostro riscatto. Solo la fede può farci cogliere il momento della verità in cui Cristo ci ha riscattati con il suo sangue e ci ha guarito con le sue piaghe. Ecco allora – ha continuato il rettore –  che anche per noi che siamo fragili è importante stare attenti e non cadere in quella tentazione in cui caddero i discepoli turbandosi  per quanto stava accadendo.

Dobbiamo stare attenti che non si turbi il nostro cuore dinanzi alla fallimento. Dobbiamo imparare a cogliere nella via dolorosa e nella passione di Gesù l’insegnamento più grande dell’amore di Dio per noi. Egli ha svuotato se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte alla morte di croce”. 

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Il tempo forte della quaresima quest’anno è stato  reso oltremodo più faticoso e difficile da tutto quello che stiamo attraversando per la pandemia causata dal corona virus:Questo tempo – ha ricordato il celebrante –  deve aprirci ancora di più alla speranza di un futuro migliore perché, la Pasqua di Cristo ci assicura la gloria, la vita, la risurrezione che non sono legate semplicemente alla risoluzione di un problema momentaneo ma al futuro dell’uomo. Abbiamo bisogno di risorgere dentro abbiamo bisogno di rinascere dentro, per sperare in un futuro migliore per noi e per il mondo. E’ necessario allora assumere l’atteggiamento del vero discepolo chiedendoci in che misura noi oggi ci lasciamo condurre da questo evento che ha cambiato le sorti dell’umanità che ha cambiato la nostra storia. A che punto siamo nel nostro cammino di conversione?”

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Prima della conclusione della riflessione Fr. Francesco ha invitato tutti i fedeli uniti spiritualmente a cominciare questa settimana santa questi propositi: “Insieme alla conversione del cuore, chiediamo al Signore di aumentare la nostra fede perché, come padre Pio da Pietrelcina, conformato all’amore di Cristo al punto di riceverne in dono quei segni della passione e della salvezza dell’umanità, anche noi possiamo imparare a seguire Gesù a saperlo amare veramente e soprattutto a saperlo riconoscere come Nostro Signore, proprio nella paradossale fallimento della croce, che oggi potrebbe configurarsi con il limite umano che stiamo sperimentando. Non finisce qui, non finisce certamente così! L’avvenimento Pasquale ce lo insegna e sarà evento di luce,  di rinascita e di resurrezione per tutti quanti noi”

 

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