
Durante l’omelia fra Maurizio ha sottolineato che Padre Marcellino “è stato un efficace un servitore della Parola di Dio”.


A partire dal 1991 fu ufficialmente nominato predicatore, servizio che lo ha reso ricercato e apprezzato.
Il ministro provinciale ha ricordato che “Il suo annuncio della Parola era caratterizzato, oltre che dalla chiarezza espositiva e dall’accattivante comunicativa, da un continuo far riferimento all’esemplare esistenza di padre Pio. Attraverso la vita del santo Confratello trovava il modo concreto di chiarire al popolo di Dio la parabola della vita cristiana, spiegandone le dinamiche e illustrandone le meraviglie”.
Dal 1995, accanto al ministero della predicazione, ha iniziato a svolgere, periodicamente, il suo servizio come ministro del sacramento della Riconciliazione a San Giovanni Rotondo, dove fu trasferito definitivamente nel 2004, in questo modo i superiori della Provincia hanno voluto garantire a tutti i pellegrini la possibilità di essere accolti e guidati dal suo servizio nel confessionale e di poter attingere alla sua illuminata parola.

La continua frequentazione con padre Pio ha dato occasione a fr. Marcellino di conoscerlo profondamente, di poter entrare in dialogo con lui su aspetti molto intimi e profondi.
“Fr. Marcellino – ha detto fra Maurizio – ebbe l’occasione di chiedere a padre Pio quando soffrisse di più e il frate stigmatizzato gli rispose che questo avveniva in concomitanza con la passione di Gesù, ogni venerdì. Oltre ad attingere a questa scuola di spiritualità, il sentimento di ammirazione lo indusse ad annotare in un diario le esperienze più significative vissute con padre Pio e i racconti ascoltati direttamente dalla sua voce”.

Scriveva fr. Marcellino: “Padre Pio era sempre immerso nella preghiera tranne i pochi momenti di ricreazione comune, però anche in questi momenti dava la sensazione di essere immerso nel mondo di Dio. Tra tutti mezzi che adoperava per crescere nella fede, c’era soprattutto la vita liturgica e la celebrazione della Santa Messa. L’Eucarestia rimaneva la sua attrazione. Quando non poteva celebrare, chiedeva la comunione la mattina, prestissimo”.
Da alcuni anni, la comparsa dei primi sintomi di una malattia neurodegenerativa ha segnato una progressiva limitazione alla sua attività apostolica, e, ha portato purtroppo alla perdita graduale prima delle capacità mentali e poi dell’equilibrio fisico.
La sua situazione ha richiesto, negli ultimi anni, una continua assistenza che ha potuto trovare nella nostra infermeria provinciale, dove, assistito amorevolmente da fr. Gregorio, dagli altri confratelli, dalle nostre suore, dal personale tutto, ha vissuto l’ultimo tratto della sua vita.
Fra Maurizio ha concluso l’omelia con questo pensiero: “Confortati dalla certezza che il nostro fratello Marcellino ha potuto vivere l’esperienza dell’intimità con Dio, facendone esperienza nella vita mistica di san Pio e attingendo a tale fonte per un fecondo ministero dell’annuncio della Parola di vita, lo affidiamo alla misericordia del Padre: associato nell’ultimo tratto della sua vita alle sofferenze di Cristo, con la forza e la compartecipazione che ha attinto dal suo Santo Confratello, possa ora entrare nella tenda del cielo per gustare della contemplazione del volto di Dio e godere del premio riservato ai servi fedeli”.
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Salve, signor Francesco Bosco, sono una ragazza che nel 2018 sono venuta a san giovanni rotondo, e da quell’ ora non mi sono staccata neanche un momento da padre pio… Non so come contattarla, sto inviando qua un messaggio, seguo tutti i video che presentate su youtube, ma se si può vorrei raccontarvi alcune cose, e mi farebbe piacere condividerli con voi su un video come gli altri video che lei condivide.. Spero di avere una risposta grazie mille..