Il 17 ottobre 1912 Padre Pio dalla sua Pietrelcina scrisse una lettera significativa al suo provinciale Padre Benedetto Nardella rispondendo a 4 domande. Ecco la risposta del giovane pietrelcinese.
“La prima vostra dimanda si è se quell’anima fin dal principio abbia confidato ai confessori ciò che Gesù in lei e fuori di lei operava. State tranquillo, o padre, anche su questo punto, ché l’anima di cui parliamo non mai maliziosamente ha taciuto coi suoi direttori più che con i suoi confessori, ciò di cui si veniva operando in lei. Dissi: con i suoi direttori, più che con i suoi confessori, perché disgraziatamente, stante la sua vita girovaga non si è potuto mai incontrare, nel mondo specialmente, con confessori illuminati nelle vie soprannaturali.

La terza dimanda è se a quest’anima continuano a giungerle corrispondenze di anime sconosciute e senza che ella ne sappia nulla. E’ da un pezzo che ciò non le pervengono direttamente tali corrispondenze.
La quarta dimanda si è se a quest’anima Gesù l’abbia manifestato di ritornarla nel suo luogo di requie (in convento ndr). Su questo punto Gesù nulla le ha manifestato, ma la poverina lo spera ed ha fede di non rimanere delusa in questa sua speranza”.
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