La Pazienza
L’Ammonizione XIII di San Francesco nella vita di Padre Pio da Pietrelcina
Nell’“Ammonizione XIII”, San Francesco d’Assisi insegna che la vera pazienza si manifesta quando l’uomo sopporta con amore le difficoltà, le incomprensioni e le fragilità del prossimo per amore di Dio. Questo spirito evangelico emerge con grande chiarezza nella vita di Padre Pio da Pietrelcina. Un episodio significativo riguarda padre Rogerio, un confratello molto delicato di coscienza, tormentato dagli scrupoli. Ogni sera, prima di coricarsi, ripeteva più volte le formule di preparazione alla Santa Messa del giorno successivo, senza mai sentirsi tranquillo. Padre Pio comprese subito la sofferenza interiore di quell’anima e, con grande dolcezza, entrò nella sua cella dicendogli: “Fratello mio, ho capito io le tue intenzioni, vuoi che non abbia capito Dio?” Da quel momento il santo frate, nonostante la stanchezza delle sue giornate fatte di confessioni, preghiera e sofferenza fisica, ogni sera dedicava tempo a rassicurare padre Rogerio. Lo ascoltava pazientemente, chiariva i suoi dubbi e lo aiutava a ritrovare serenità. Tra i due nacque una sincera amicizia fraterna. Quando però padre Rogerio venne trasferito a Serracapriola e morì improvvisamente nel 1941, Padre Pio ne soffrì profondamente. Eppure, anche dopo la sua morte, continuò ogni sera a dedicargli lo stesso tempo, recitando un rosario in suffragio della sua anima. A chi gli chiedeva il motivo di quel gesto, rispondeva: “Devo continuare a dedicargli il tempo che mi tratteneva prima di andare a dormire. Per la pazienza che mi faceva esercitare.” In queste parole si rivela tutta la logica dei santi: ciò che per molti sarebbe stato un peso, per Padre Pio diventava occasione di amore, di crescita spirituale e di merito davanti a Dio. La pazienza non era per lui semplice sopportazione, ma una forma concreta di carità vissuta fino in fondo.
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