“Che i servi di Dio onorino i chierici”
L’Ammonizione XXVI di San Francesco nella vita di Padre Pio da Pietrelcina
Nell’“Ammonizione XXVI”, San Francesco d’Assisi richiama i fedeli ad avere rispetto e venerazione per i sacerdoti, consacrati da Dio per amministrare i sacramenti e guidare le anime. Anche quando fragili e segnati dal peccato, i ministri dell’altare restano strumenti scelti dal Signore. Questo insegnamento trova una profonda eco nella vita di Padre Pio da Pietrelcina. Padre Pio viveva con intensa sofferenza le infedeltà e la tiepidezza di alcuni sacerdoti. Un giorno confidò a padre Agostino una drammatica visione avuta mentre si trovava a letto. Gli apparve Gesù profondamente sofferente e sfigurato, circondato da numerosi sacerdoti e dignitari ecclesiastici. Alcuni celebravano, altri indossavano o deponevano le vesti sacre. Il volto di Cristo era pieno di tristezza. Il santo frate raccontò che Gesù, guardando quella moltitudine di ministri, pianse amaramente e pronunciò una parola terribile: “Macellai!” Poi aggiunse: “Non credere che la mia agonia sia stata di tre ore… io sarò in agonia sino alla fine del mondo.” Gesù lamentava soprattutto l’indifferenza, l’ingratitudine e la mancanza di amore da parte di coloro che aveva maggiormente beneficato. Padre Pio comprese allora quanto grande fosse la responsabilità dei sacerdoti davanti a Dio e quanto fosse necessario pregare per loro. Questa esperienza non portò mai Padre Pio alla ribellione o al disprezzo verso il clero, ma al contrario ad una maggiore compassione, riparazione e preghiera. Egli soffriva per i peccati dei ministri della Chiesa perché amava profondamente il sacerdozio, riconoscendolo come dono immenso di Cristo per la salvezza delle anime. Nello spirito di San Francesco, Padre Pio insegnava che i sacerdoti devono essere sostenuti con la preghiera e accompagnati con carità, poiché attraverso le loro mani passa ogni giorno Gesù Eucaristia.
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