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Beati i Pacifici. L’Ammonizione XV di San Francesco nella vita di Padre Pio da Pietrelcina

Ammonizione XV

Nell’“Ammonizione XV”, San Francesco d’Assisi richiama i suoi figli spirituali ad essere operatori di pace, uomini capaci di portare Cristo nel cuore del mondo attraverso la preghiera, l’unione e la carità fraterna. Questo spirito evangelico trova una luminosa realizzazione nella vita di Padre Pio da Pietrelcina. Nel febbraio del 1942 Padre Pio ascoltò con grande attenzione alcune parole pronunciate da Papa Pio XII ai parroci e ai predicatori quaresimali di Roma. Il Pontefice sottolineava l’urgenza di formare uomini e giovani profondamente uniti a Cristo attraverso la Comunione frequente e la vita spirituale intensa. Quelle parole colpirono profondamente il frate di Pietrelcina. Padre Pio comprese immediatamente che il mondo, ferito dalla guerra e dall’odio, aveva bisogno di anime pacifiche e radicate nella preghiera. Per questo esortò con forza i presenti: “Diamoci da fare. Rimbocchiamoci le maniche. Rispondiamo noi per primi a questo appello lanciato dal Romano Pontefice.

Da quell’invito nacquero spontaneamente gruppi di persone che iniziarono a riunirsi per pregare insieme. Con il passare del tempo queste riunioni assunsero una forma stabile e organizzata, dando origine ai celebri Gruppi di Preghiera di Padre Pio, ufficialmente promossi nel 1950 attraverso il bollettino di Casa Sollievo della Sofferenza. L’opera dei Gruppi di Preghiera rappresenta una concreta applicazione dell’Ammonizione francescana sui “Pacifici”: uomini e donne che, uniti nella fede, diventano strumenti di pace, di conversione e di comunione. Padre Pio insegnava infatti che la vera pace nasce soltanto da un cuore unito a Dio e alimentato dall’Eucaristia. Così il santo Cappuccino trasformò un appello del Papa in una grande comunità spirituale capace di diffondere nel mondo la forza silenziosa della preghiera e della pace cristiana.

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