“Il bene va nascosto perché non si perda”
L’Ammonizione XXVIII di San Francesco nella vita di Padre Pio da Pietrelcina
Nell’“Ammonizione XXVIII”, San Francesco d’Assisi insegna che il bene compiuto deve essere custodito nell’umiltà, senza ricerca di gloria umana. I doni ricevuti da Dio non devono diventare motivo di esibizione o vanità, ma essere vissuti nel silenzio e nella discrezione. Questo spirito emerge profondamente nella vita di Padre Pio da Pietrelcina. Padre Pio era molto attento a custodire le stigmate, il segno visibile della sua unione con Cristo crocifisso. Non cercò mai di mostrarle agli altri, anzi fece di tutto per nasconderle. A padre Nazareno da Arpaise, che gli chiedeva perché custodisse con tanta riservatezza quel dono straordinario, il santo frate rispose con una frase della Sacra Scrittura: “Bonum est abscondere secretum regis” – “È bene tener nascosto il segreto del re.” Quelle parole rivelano tutta la sua umiltà. Le stigmate non erano per lui motivo di prestigio spirituale, ma un mistero doloroso da custodire davanti a Dio. Anche con padre Onorato, che lo assisteva quotidianamente, Padre Pio cercava di evitare che le ferite venissero viste. Un giorno il confratello insistette per lavargli i piedi, poiché il Santo non riusciva più a farlo da solo. Padre Pio rifiutò più volte, quasi con fermezza, pur di non mostrare le stigmate. Solo quando padre Onorato minacciò di chiamare il medico, il frate cedette, scoppiando a piangere come un bambino: “No, no! Fa’ tu, fa’ tutto.” Quando il confratello gli tolse la calza, vide il piede coperto da sangue indurito e rimase profondamente colpito dalla sofferenza nascosta che Padre Pio portava nel silenzio ogni giorno. In questo episodio si manifesta pienamente l’insegnamento francescano: il vero bene non cerca applausi né riconoscimenti. Padre Pio custodiva i doni di Dio con pudore e umiltà, vivendo nel nascondimento anche le grazie più straordinarie ricevute dal Signore.
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