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30 anni fa la guarigione miracolosa di Consiglia De Martino. La testimonianza

padrepio santuario

Testimonianza della signora Consiglia De Martino

Verso le ore 20:00 del giorno 31 ottobre 1995, mentre mi trovavo a Pontecagnano (SA), a casa di un mio parente del quale erano stati celebrati i funerali nel pomeriggio, avvertii un senso di oppressione all’altezza dello sterno e dello stomaco, come se qualcosa si stesse strappando all’interno.

Fui invasa da un malessere generale con mancanza di respiro ed un poco di sudorazione. Convinta di essere influenzata e di avere la febbre, tornai a casa a Salerno.

Verso le ore 22:00, senza neanche cenare, presa dal malore e stressata enormemente per come avevo trascorso le ultime tre giornate per aiutare ed accudire mio zio ricoverato in gravi condizioni in Ospedale prima del suo decesso, andai a letto. Durante la notte ero inquieta e sofferente per un malore generale che si accentuava con un’oppressione al torace che non mi faceva chiudere occhio.

Il giorno 1 novembre, in mattinata, andai ad accompagnare con la macchina, nonostante il malessere, mia figlia Daniela alla scuola di danza con l’intenzione di andare alla messa delle ore 12:00 ma, avvertendo ancora uno stato generale di spossatezza e malessere, trovandomi nei pressi della casa di mia sorella Carmela, decisi di recarmi a casa sua temendo di sentirmi ancora peggio.

Alle 12:30 circa stavo da mia sorella alla quale riferivo del mio stato di salute convenendo insieme con lei che evidentemente quella situazione era stata causata dagli sforzi sostenuti negli ultimi due-tre giorni. Per l’occasione, infatti, avevo effettuato molti lavori pesanti, specialmente quando ero stata costretta a sollevare più volte il parente, nelle varie posizioni, fino al suo decesso. All’occorrenza facevo rilevare, infatti, a mia sorella, che durante uno di questi sforzi, avevo avvertito, ad un certo punto, un dolore lancinante al petto come uno strappo, un leggero senso di mancamento ed una mancanza passeggera di respiro, cose alle quali non avevo dato alcuna importanza forse perché di modesta entità e certamente perché la situazione del momento non mi aveva consentito distrazioni di sorta.

Durante questo colloquio con mia sorella, verso le ore 12:45, avvertii improvvisamente la stessa sensazione di malessere della sera prima ma con una intensificazione di gran lunga superiore alla precedente e con un netto e marcato senso di soffocamento che mi opprimeva a livello del collo, della gola e del petto, il tutto accompagnato da un senso di mancamento, di agitazione e di sudorazione profusa che mi spinse a portarmi nel bagno, come se temessi di dover vomitare, ed a guardarmi nello specchio. Notai un gonfiore sul collo all’altezza della clavicola sinistra, a forma di un grosso pompelmo. Un gonfiore che mi faceva deformare la fossa clavicolare e che continuava ad ingrossarsi mentre aumentava sia il malessere che lo stato di ansia, oltre che il dolore.

Presa dal panico chiamai mia sorella che, esterrefatta, a quella vista, telefonò a mio cognato Luigi per portarmi immediatamente al Pronto Soccorso dell’Ospedale civile di Salerno «San Leonardo». Fui subito sottoposta a visita medica ed immediatamente ad una TAC. La paura fu enorme quando fui sottoposta alla TAC, ma avevo anche tanta fiducia in Padre Pio, al quale avevo subito rivolto il mio primo pensiero invocando la sua protezione e la sua intercessione. Intanto il medico di turno dott. Basile, mi fece ricoverare, dopo la visita, presso il reparto IlI chirurgia d’urgenza, dicendomi che nel pomeriggio mi avrebbe ripetuto la TAC con mezzo di contrasto.

Alle ore 14:00 venne mia figlia Michela in Ospedale e mi disse di aver chiamato Fra’ Modestino a San Giovanni Rotondo il quale solo a sentire la voce di mia figlia aveva detto: «Sei preoccupata perché mamma non sta bene e sta in ospedale, dille di stare tranquilla perché andrà tutto bene con la intercessione di Padre Pio al quale rivolgerò subito una preghiera».

Alle ore 17:00 chiamai personalmente Fra’ Modestino per chiedere preghiere per Padre Pio e per invocare l’aiuto di Padre Pio e lui mi assicurò che la Messa delle 17:30 ed il Rosario delle ore 21:00 sulla tomba del Venerato Padre Pio sarebbero state offerte per la mia guarigione.

Alle ore 18:30 scesi per la seconda TAC con mezzo di contrasto e durante tutto il periodo non facevo altro che implorare Padre Pio. Dopo la TAC, nel risalire in corsia con l’infermiera, sentii in intenso profumo di fiori; in me si faceva strada la speranza e la certezza che Padre Pio mi stava vicino come aveva sempre fatto in altre occasioni. Pensai che quel profumo lo avesse addosso l’infermiera, ma, quando poco dopo la stessa mi riportò giú per eseguire un Eco-doppler, non avvertii piú alcun profumo.

Il giorno 2 novembre 1995, venne in corsia il primario Prof. Mazzarella al quale feci delle domande sul mio caso e mi rispose con queste testuali parole: «Signora, quando si rompe un tubo cosa si fa? Si deve aggiustare. Quindi praticamente dobbiamo intervenire dopo che è stato riassorbito tutto il liquido». A quelle dichiarazioni mi crollò il mondo addosso, mi chiusi in me stessa ed invocai per tutta la giornata Padre Pio nel mio cuore chiedendogli di essere Lui il mio chirurgo e chiesi a mio marito di chiamare ancora una volta Fra’ Modestino chiedendo ulteriori preghiere e conforto al Venerato Padre. Fra’ Modestino riferí a mio marito queste parole: «Di’ a Lina di non farsi siringare, cioè di non farsi aspirare il liquido perché non ce n’è bisogno: Padre Pio le è vicino».

Durante il pomeriggio, mentre conversavo con mia figlia Michela, avvertii chiaramente la presenza di una persona al mio fianco che mi apriva la camicetta sul collo ed effettuava un taglio all’altezza della clavicola, ricucendo il tutto con dei punti. Tutto si accompagnò ad una netta sensazione di dolcezza che mi invadeva l’anima mentre il gonfiore andava scomparendo.

Verso le 7:30 del giorno 4 novembre, nel dormiveglia, sentii una voce chiara che mi disse: «Lina, sei guarita», mentre venivo attorniata dallo stesso intenso profumo del giorno prima. Nel mio cuore avvertivo la certezza che quella voce fosse del caro Padre. Mi alzai e chiesi nella stanza se avessero inteso qualcosa. Tutti risposero in modo negativo.

Trascorsi la giornata nel piú completo benessere, senza alcun fastidio. Dopo essere stata sottoposta ad una ecografia addominale e ad una radiografia del torace, sentii chiaramente il radiologo che diceva al tecnico: «La signora non ha piú niente, è strano, il liquido è scomparso completamente».

Verso le 21:00 chiamai Fra’ Modestino che mi disse: «Lina, il liquido si è assorbito; però segui i consigli dei dottori e fatti fare ulteriori accertamenti». Questo perché volevo andarmene a casa considerando che era sabato e che quindi non mi avrebbero fatto altri accertamenti in considerazione del fatto che ero guarita. Rimasi, comunque, fino al lunedi, sempre in ottime condizioni di salute, quasi come se dovessi obbedire ad un ordine superiore.

Il giorno 10 novembre, sapendo che Fra’ Modestino era venuto a Pompei, presso il dott. Tommaso Contaldi, già mio medico specialista pneumologo di fiducia, mi recai a casa del dottore che mi sottopose a visita di controllo.

Dopo avergli dettagliatamente descritto tutta la evoluzione della malattia dal giorno 30 ottobre al giorno 10 novembre, il dottor Contaldi continuò a seguire, nei mesi successivi, il mio stato di salute indicandomi anche ulteriori indagini diagnostiche da effettuare, tramite interessamento del dott. Giuseppe Villani, presso l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo, cosa che puntualmente feci il giorno 12 dicembre 1995, sempre in perfette condizioni di salute e sempre senza alcuna terapia di sorta.

Anche di questi ultimi accertamenti diedi notizia al dott. Contaldi, il quale sistematicamente e ciclicamente ogni 15-20 giorni effettuava controlli clinici ed anamnestici con visite di controllo, alle quali mi sottoponevo periodicamente presso il suo studio in Pompei fino all’ultima visita del giorno 20 giugno 1996 con l’invito da parte sua di una ulteriore radiografia del torace ed analisi di laboratorio.

30 giugno 1996. In fede Consiglia De Martino

Pubblicata in “Il Beato Padre Pio da Pietrelcina. Edizioni Padre Pio da Pietrelcina – San Giovanni Rotondo, 2001

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